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Regista: De Capitani Elio

Traduttore: Garboli Cesare

Compagnia: Teatridithalia Elfo Portaromana Associati

Opera/e di riferimento: Hamlet |

Numero Patalogo: 17

Luogo della prima: Milano, Teatro di Portaromana

Data della prima: 14/03/1994

Tipologia adattamento: di William Shakespeare

Lingua: Traduzioni per la scena

Progetto carcere: No

Contributi critici scelti: Così Oliviero Ponte di Pino, "il manifesto", 16 marzo 1994 (http://www.trax.it/olivieropdp/elfo.htm):

- La traduzione dell'Amleto di Cesare Garboli (realizzata cinque anni fa per lo spettacolo spoletino di Carlo Cecchi, ora rivista e ritoccata per questo nuovo allestimento), è come sempre sorprendente per naturalezza e leggerezza, ma soprattutto per la ricchezza e la varietà dei ritmi, che in bocca agli attori acquistano una dimensione immediatamente teatrale. Per l'occasione Garboli e De Capitani hanno privilegiato, rispetto all'"in quarto" del 1604 utilizzato di solito, l'edizione del 1623. In questo "in folio", spiega Garboli nella sua nota, "figurano due grandi tagli, corrispondenti all'onniscienza di Amleto circa il proprio progetto e al soliloquio favanti al passaggio di Fortebraccio". Sono tagli che cambiano le caratteristiche di Amleto: "Il protagonista si affida alla casualità degli eventi. Non c'è nessuna consapevolezza, nessun complotto, nessuna imprecazione verso la propria viltà. Sembra che Amleto abbia imparato a tacere". Questo Amleto, aggiunge Garboli, "non può affrontare da eroe il suo destino e dirigerlo. Può solo subirlo". E dunque la sua vendetta sarà una sconfitta, la giustizia solo un'illusione. Il suo sacrificio non annuncia un mondo migliore. -

  • Di: Beatrice Montorfano Referente scientifico: Sara Soncini |
  • DOI: 10.12871/shakespeare01 |
  • Sottoposto a peer-review |
  • Published: 30/09/2016 |
  • Under cc licence CC-By-NC-ND   Open Access